Ieri in occasione della Festa del nostro Paese, abbiamo inviato al Dott. Andrea Muzzi. Soprintendente presso la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. e per conoscenza al Sindaco del Comune di Monte Argentario, questa lettera. Crediamo di aver trasmesso in essa il sentire non solo degli associati alle associazioni firmatarie, ma il sentimento genereale della stragrande maggioranza dei Portercolesi.

Questa missiva è il risultato del confronto che, le nostre associazioni, rappresentanti della gran parte dei cittadini di Porto Ercole, hanno realizzato nelle passate settimane a riguardo del futuro del nostro amato paese. In particolare scriviamo in riferimento alla determinazione n.252 del 29-4-20 del Comune di Monte Argentario e in riferimento al Vostro contributo di istruttoria, numero di Protocollo n.10575/20 del 21-4-20.

Non è difficile, comprendere come gli abitanti di Porto Ercole siano interessati a che il nostro paese conservi l’oggettiva eccellenza paesaggistica che lo contraddistingue. Quindi, come rappresentanti di gran parte di questi abitanti ci sentiamo onorati che il Vostro Ente si ponga l’obiettivo di curare e mantiene tali livelli di eccellenza paesaggistica e monumentale. Ma, proprio per questo, vorremmo esprimere il nostro disappunto in merito alla Vostra valutazione. Abbiamo necessità di capire, di conoscere, come sia possibile accettare la catalogazione di disarmonico e di gravio da vincoli paesaggistici, considerazioni, per noi che abitiamo Porto Ercole, chiaramente illogiche vista la situazione attuale della ex fabbrica “Cirio” soprattutto visto il contesto nel quale l’intervento va ad incidere con un edificio di 7 piani alle sue spalle, questo si, disarmonico e disomogeneo nel territorio.

La zona in questione aspetta da decenni un intervento che ripari la ferita che la chiusura della fabbrica ha creato al nostro paese sia nell’aspetto paesaggistico, sia sotto il profilo economico. Aver permesso la situazione di degrado e di abbandono attuale è una responsabilità che ricade sulla coscienza di tutti noi che lo abbiamo permesso e che non siamo disposti ad accettare che duri ancora per il futuro; a maggior ragione in un momento come l’attuale in cui le previsioni di una crisi economica innescata dal coronavirus fa temere a molti di perdere il proprio lavoro. I dati della disoccupazione giovanile dovrebbero tenere sveglie le amministrazioni comunali e gli enti dello Stato, ancor più in questa attualità di Pandemia e incertezza del futuro.

Coronavirus: la pandemia provocherà 25 milioni di disoccupati “Uno studio realizzato dall’Organizzazione del Lavoro (che riunisce i governi, i sindacati e le organizzazioni degli industriali di 187 Paesi) dimostra che la pandemia rischia di provocare la perdita di 25 milioni di posti di lavoro, andando ad aggravare un settore dove nel 2019 già si contavano 188 milioni di disoccupati nel mondo.” (Rif. Repubblica, 30 marzo 2020)

La realizzazione di un albergo con materiali biocompatibili e sistemi che offrono standard elevati di sicurezza, sono ovvietà che si possono riscontrare in molte località a vocazione turistica; alla base di tutto però ci deve essere anche la necessaria messa in sicurezza di un porto grazie ad un frangiflutti idoneo, non possiamo permettere che nel 2020 Porto Ercole non sia ancora un porto veramente sicuro, i recenti, e sempre più frequenti, fenomeni atmosferici avversi hanno creato non pochi danni ed, a nostro parere, sono la dimostrazione della necessità di realizzare un intervento per la sicurezza del paese. Le determinazioni contrarie a questi interventi, è nostra convinzione, vanno ad inficiare una ripresa occupazionale e condannano il nostro paese a un declino turistico che non possiamo più permetterci.

Scriviamo anche per segnalarvi un altro argomento a cui teniamo molto, La cura dei bastioni dei nostri forti che sono in grave stato di fatiscenza. Porto Ercole vanta un passato e un patrimonio monumentale di prim’ordine che aspetta di essere valorizzato. Sotto i senesi che lo elevarono durante il XV secolo a porto della Repubblica conobbe un periodo di fioritura. Di questa importante fase storica rimane oggi il circuito murario provvisto di torri e porta urbica, oltre che l’intero assetto urbanistico del centro storico, al cui cantiere lavorarono personalità di spicco nel campo dell’architettura militare. Consci del valore storico e monumentale del complesso, Il Coordinamento ha anche come scopo quello di lavorare sul progetto culturale “Porto Ercole Porto di Siena” e “Porto Ercole Città del Quattrocento”, che prevede il restauro e la successiva valorizzazione delle strutture fortificate medievali che oggi gravano in pessime condizioni, con tratti a rischio crollo e ampie zone fagocitate dalle piante rampicanti. Del successivo periodo di fioritura di Porto Ercole sotto il dominio spagnolo (1556-1707), abbiamo come testimonianza le imponenti fortificazioni alle quali lavorarono maestranze fiorentine inviate dai Medici, i cui cantieri furono un banco di prova nell’applicazione delle nuove tecniche di fortificazione alla moderna. Oggi tre fortezze su quattro sono state privatizzate e solo una (La Rocca) è visitabile in piccola parte. Il Coordinamento si pone l’obiettivo di individuare e valorizzare le parti rimaste pubbliche di suddetta fortificazione, che al momento attuale versano in pessime condizioni conservative. il tema della valorizzazione in chiave culturale non si ferma solamente ai monumenti. Siamo consci del fatto che il patrimonio edilizio storico si trovi in un contesto paesaggistico prezioso e ben conservato, solcato ancora oggi da numerosi sentieri immersi nella macchia mediterranea. Troviamo dunque doveroso integrare la valorizzazione dei monumenti con il recupero della sentieristica, anch’essa storica. Questo progetto di valorizzazione globale ha come scopo quello di favorire l’afflusso anche di turismo culturale che, una volta giunto a P. Ercole, possa godere a pieno di monumenti fruibili.

Continueremo su questa linea, ritenuta da noi benefica per il nostro paese, ricordandoVi con la presente il nostro diritto stante la sussistenza di interessi sociali, alla necessità di una progettazione adeguata alla rigenerazione dei territori e a una valorizzazione della loro identità.

Abbiamo deciso di inviare questa missiva in una data come il 2 giugno, rappresentativa per il nostro paese, perché riteniamo che gli interventi di cui stiamo trattando siano emblematici di quanto la Nostra Costituzione Repubblicana propugna nell’Articolo 4 e nell’Articolo 9. Ma per noi Portercolesi la data del 2 giugno è anche la data della Festa del nostro Patrono Sant’Erasmo, e per questo speriamo che la sua protezione continui ad accompagnarci ed accompagnarvi nelle decisioni che portino alla crescita del nostro Paese ed alla tutela del nostro paesaggio.

Concludiamo pertanto la nostra lettera chiedendo risposte che ci spieghino i motivi delle vostre posizioni e consigli su come poter intraprendere percorsi che portino alla cura dei nostri monumenti storico culturali. Certi di una vs risposta ringraziamo e porgiamo distinti saluti.

  • Pro Loco Porto Ercole
  • A.I.P.E. Associazione Imprenditori e Commercianti Porto Ercole
  • Comitato Palio Porto Ercole
  • Associazione Progetto Porto Ercole
  • Gipe Giovani Porto Ercole
  • Associazione Dilettantistica Sportiva Diportisti Porto Ercole
  • Circolo Storico Culturale Hercoletto, Amiamo Porto Ercole
  • Associazione il GIROTONDO
  • Associazione Nazionale Marinai d’Italia, delegazione di Porto Ercole
Figura 1 Vista d’insieme della ex fabbrica Cirio
Figura 2 Parte posteriore dell’edificio Condominio “La Flotta”
Figura 3 La Collina di Forte Filippo.
Figura 4 Tratto delle mura senesi di terra. La cinta è occultata soprattutto nella parte superiore da corpose piante rampicanti e ficaie che appesantiscono e mettono a rischio la stabilità delle strutture.
Figura 6 Tratto delle mura senesi sul porto sotto Piazza Santa Barbara. È evidente il cattivo stato delle superfici murarie attaccate dalla vegetazione infestante. Inoltre il tratto murario sta lentamente scivolando sulla roccia madre mettendo a rischio la stabilità della sovrastante piazza.
Figura 7 Mareggiata, Novembre 2019
Figura 8 Effetti della Mareggiata